Per parlare di idrosabbiatura, è prima necessario chiarire cos’è la sabbiatura. Quando si ha una superficie coperta in tutto o in parte da qualcosa che deve essere rimosso, come potrebbe essere un residuo di ossido dovuto a una saldatura sul metallo, ferro, rame, ottone o altro, si possono usare due metodi: sottoporre l’oggetto all’azione di un attrezzo abrasivo come potrebbe essere una carta vetrata o procedere a un trattamento di sabbiatura, ossia “bombardare” la superficie da trattare con un getto ad alta pressione di sabbia. L’azione abrasiva della sabbia, rimuoverà lo strato di materiale indesiderato lasciando la superficie trattata perfettamente pulita e con un aspetto piacevolmente e omogeneamente satinato, pronto per una eventuale verniciatura.

Ovviamente questo tipo di trattamento riempie ogni minimo anfratto dell’ambiente in cui viene eseguito di granelli di sabbia. Per questo, quando la superficie da trattare è di piccola estensione, ciò viene praticato in un box trasparente e la pistola sabbiatrice viene manovrata attraverso guanti fissati sull’esterno del box stesso, in modo da evitare la fuoriuscita di sabbia e il rischio di inalazione, rischioso per la salute. Mantenendo costante il concetto di utilità della sabbiatura, è possibile ottenere un effetto di rimozione di materiali indesiderati anche attraverso un getto d’acqua ad alta pressione, tale da rimuovere strati di vernice, non ad alta adesività, o scaglie di ruggine dal ferro.

Questo procedimento assume il nome di “idrosabbiatura”, anche se è un po’ improprio perché in questo caso la sabbia non è affatto presente. Certamente molti staranno pensando all’idropulitrice, ma sebbene il concetto sia identico, cambia radicalmente la pressione del getto d’acqua. Le idropulitrici funzionano, infatti, con pressioni che giungono al massimo a 500 BAR, mentre l’idrosabbiatura avviene a pressione variabile tra i 1000 e i 1500 BAR, l’idrosabbiatura ad alta pressione avviene ad una pressione compresa tra i 2000 – 2500 BAR.

Il problema di questa operazione è che nel corso dell’idrosabbiatura si produce parecchia fanghiglia e si riempie l’ambiente di acqua, che è poi da eliminare e ripulire totalmente. Il pregio è che l’azione è molto meno abrasiva di quella con la sabbia, rendendosi adatta anche a materiali meno solidi del ferro, quale può essere il legno. Il trattamento di idrosabbiatura sul legno è infatti molto usato in edilizia, allorquando si debbano trattare strutture in legno di una significativa estensione, che richiederebbero diversamente moltissima manodopera, facendo lievitare oltremisura i costi.

Certo, resta intuitivo che è necessario disporre di una portanza d’acqua piuttosto elevata e bisogna mettere in conto un significativo lavoro di pulizia e riordino ambientale una volta eseguita tale operazione, ma la restituzione di travi in legno al loro rustico splendore, appaga sicuramente dei costi e del lavoro che si rende indispensabile con l’idrosabbiatura del legno. Diverse aziende oggigiorno operano la tecnica della sabbiatura umida sul legno, soprattutto nei lavori di ristrutturazione edilizia, ma non è ancora così intensamente diffusa.