Il termine ludopatia è entrato sempre più nel linguaggio comune di molte persone. La ludopatia e il gioco d’azzardo sono una nuova forma di patologia che in Italia e nel resto del mondo sta diventando une vera e propria piaga. Una fascia particolarmente esposta sono gli anziani. Una volta chi praticava il gioco d’azzardo era di una fascia abbiente, tale da frequentare posti e sale eleganti e di un certo livello come i casinò. Oggi invece, le slot machine e i gratta e vinci sono disponibili per tutti e ciò ha determinato un aumento delle ludopatie, fino ad arrivare a diventare un fenomeno che desta molta preoccupazione.

Grazie agli studi su questo fenomeno, oggi si consoce meglio questa dipendenza dal gioco d’azzardo e si è in grado di riconoscere il percorso che una persona compie per entrare in questa spirale, che la rende succube e dipendente. La persona affetta da ludopatia ne è cosciente e tenta, ogni volta, di uscire, ma non riesce ed è sempre in cerca di altri soldi da investire nel gioco d’azzardo. Chi è affetto da ludopatia non accetta consigli e s’irrita facilmente, fino ad arrivare alla violenza in casi estremi.

Chi presenta una dipendenza dal gioco d’azzardo, vede nel gioco una via d’uscita da situazioni difficili, da frustrazioni, da sensi di colpa, da depressioni o altri problemi che non riesce ad affrontare.  Spesso il paziente dice che sarà l’ultima volta, ma poi non riesce a resistere: deve ribaltare la situazione, battere il gioco, ribaltare la sorte.

La continua ricerca di soldi di investire nel gioco d’azzardo può anche arrivare a compiere atti illegali, dopo aver azzerato risparmi suoi e di tutti i famigliari. Chi è affetto da ludopatia mette in secondo piano relazioni e rapporti, fino a distruggerli e restare solo.

A causa della crisi economica, gli anziani si sono visti diminuire il loro potere d’acquisti e sono sorte patologie quali depressione, ansie e alcolismo. Gli ultracinquantenni dipendenti dal gioco d’azzero sono in aumento, non solo uomini ma anche donne. Per conoscere altri dettagli su questa patologia e su come affrontarle basta rivolgersi alla dott.ssa Giovanna Maria Nastasi; la psicologa a Padova.